CAGLIARI, ALLA SCOPERTA DEL CORPO UMANO CON LE CERE ANATOMICHE DI CLEMENTE SESINI

Se volete “conoscervi bene dentro”, come siete fatti “veramente”, ma non siete impressionabili facilmente, dovete andare nella Cittadella dei Musei di Cagliari (piazza Arsenale 1; coordinate GPS: N 39.22292, E 9.117724) per visitare il Museo delle cere anatomiche di Clemente Susini.

Il tema principale del museo è rappresentato dagli aspetti anatomici del corpo umano fedelmente riprodotti. 

La collezione consta di 23 cere anatomiche policrome attribuite dagli
esperti alla piena maturità artistica di Clemente Susini (1754-1814) e giudicate tra le più belle esistenti al mondo. Alla straordinaria perfezione del dettaglio anatomico, si associa in queste cere una ricerca figurativa solitamente assente nelle precedenti opere dell'artista fiorentino, e ben evidente nel composto realismo con cui lo stesso ha fissato nei volti l'immagine della morte. 

Nato nel 1754 a Firenze, Clemente Susini studiò arte, perfezionandosi nella scultura in bronzo, nella pittura su vetro e nell'incisione su rame. Nel 1773 entrò a far parte, come apprendista modellatore, nell'officina ceroplastica del Museo fiorentino della Specola diretto dall'abate Fontana.

Susini portò la tecnica ceroplastica a un livello di perfezione artistica finora mai superato. Molti modelli anatomici in cera del Susini sono conservati nelle Università di Pavia, Padova, Pisa, Bologna, Siena, Perugia e Cagliari. 

Le cere esposte al museo cagliaritano furono commissionate al Susini tra il 1801 ed il 1805 dal viceré Carlo Felice, per il tramite del professore di anatomia Francesco Antonio Boi. Le cere furono modellate nel famoso laboratorio di ceroplastica del Museo di Antichità e Storia Naturale di Firenze, dove il Boi attese alle dissezioni delle quali gli esemplari cagliaritani sono fedelissime riproduzioni. 

La raccolta delle Cere anatomiche cagliaritane, considerata una delle collezioni più belle al mondo, oltre a descrivere perfettamente il corpo umano, testimoniano lo stato delle conoscenze mediche e chirurgiche dell'epoca. Intanto, in quale anno, da quale località, come e perché sono giunte a Cagliari queste cere? 

La loro storia incomincia nell'Università di Cagliari e precisamente nella Scuola di Anatomia delle Facoltà di Medicina e di Chirurgia nel 1801. In quell'anno il trentaquattrenne Francesco Antonio Boi, insegnante di Anatomia Umana, non avendo nessuno studente che seguisse il suo corso, chiese e ottenne dal vicerè di Sardegna Carlo Felice di Savoia il permesso di recarsi nel continente italiano (allora suddiviso in tanti stati) per istruirsi maggiormente nella sua professione.

Boi salpò da Cagliari alla volta della celebre Università di Pavia dove allora insegnava Anatomia il grande Antonio Scarpa. Dopo una breve permanenza in questa Università, Boi si recò a Pisa e quindi a Firenze. Ancora agli inizi del XIX secolo in questa città non esisteva una facoltà medica, sicché i giovani fiorentini che volevano laurearsi in Medicina o in Chirurgia (le due lauree erano allora separate; solamente nel 1857 vennero unificate in un solo corso universitario) dovevano recarsi in genere a Pisa o a Siena. 

Giunto a Firenze Francesco Boi incominciò a frequentare il Gabinetto Anatomico (così venivano all'epoca chiamati gli istituti di Anatomia) di quell'Ospedale diretto da Paolo Mascagni, uno dei più illustri anatomici del tempo. Scriveva nel 1877 Meloni Satta, medico e primo biografo del Boi, che le cere anatomiche di Cagliari sono le fedelissime riproduzioni delle dissezioni cadaveriche eseguite da Boi nella Scuola anatomica fiorentina. 

Clemente Susini le modellò personalmente dal 1803 al 1805 nel famoso laboratorio di ceroplastica del Museo di Antichità e Storia Naturale di Firenze (conosciuto anche con il nome di Museo della Specola), all'epoca diretto dall'abate Felice Fontana.

Il viceré Carlo Felice le volle acquistare per il suo Museo di Antichità e Storia Naturale allora ospitato nel Palazzo viceregio di Cagliari. Fu così che le cere anatomiche arrivarono a Cagliari nel 1805.

Quando nel 1858 il Museo fu trasferito nel palazzo universitario, le cere furono separate come "Gabinetto Anatomico" e affidate alla custodia del professore di Anatomia. Nel 1923 furono trasportate nella nuova sede dell'Istituto Anatomico, che è quella attuale. 

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