ALLA SCOPERTA DELLE VALLI DI COMACCHIO

Autore: Luciano Pavesio

I prossimi “ponti” festivi del 25 aprile e del 1° maggio rappresentano le condizioni ideali per concedersi alcuni giorni di relax e andare a scoprire i territori emiliani-romagnoli del Delta del Po.

Un territorio unico, disegnato da corsi d’acqua che scorrono tra eccellenze storiche, artistiche e culturali, con caratteristiche peculiari, risultato di trasformazioni geomorfologiche millenarie e di una cultura altrettanto antica. Un’area di straordinario valore ambientale, naturalistico e paesaggistico, dove il rapporto instabile tra acqua e terra che da migliaia di anni trasforma i suoi ambienti ha determinato paesaggi mutevoli, in cui boschi planiziali, pinete e foreste allagate si alternano a zone umide d’acqua dolce, salata e salmastra. 

Questa grande varietà di ecosistemi si traduce inevitabilmente in una grande varietà di specie animali e vegetali che fa di quest’area una delle più ricche in biodiversità d’Italia.

Dal 1994 il Gruppo di Azione Locale Delta 2000 opera per la gestione di progetti finanziati dall’Unione Europea nei territori del Delta emiliano-romagnolo, al fine di innescare processi di sviluppo territoriale attraverso la valorizzazione degli aspetti ambientali, turistici ed economici in generale. Finora il GAL ha realizzato diversi interventi per la qualificazione dell’ambiente e del paesaggio al fine di aumentare la biodiversità e migliorare l’attrattività del territorio del Delta, anche mediante la strutturazione di un’offerta territoriale che preveda metodi di fruizione compatibili con la sostenibilità ambientale. 

Da qui la proposta di recuperare, a partire dalle nuove generazioni, un contatto più diretto con questi ambienti, mettendo ad esempio a disposizione delle scuole locali un progetto di fruizione e visita del territorio che, con strumenti e metodologie rinnovate, possa avvicinare i bambini ed i ragazzi alle proprie realtà, al proprio contesto territoriale, facendo loro riscoprire ambienti, paesaggi, storia e culture locali. 

Tra valli salmastre e d’acqua dolce, ampi spazi rurali e verdi pinete, corsi d’acqua che si snodano su vasti orizzonti, ambienti naturali di elevato pregio, si sono rinvenuti i lasciti di importanti vicende storiche più o meno recenti, dall’insediamento della Civiltà Spinetica alle vicende del Risorgimento e della Resistenza. 

Comacchio

Il tour può avere inizio da Comacchio, la cui fondazione è attribuita agli Etruschi, che sotto l'aspetto paesaggistico e storico è uno dei centri maggiori del delta del Po. Sorta sull'unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall'intersecarsi della foce del Po di Primaro col mare, ha dovuto orientare il proprio sviluppo, sia sul piano dell'urbanistica sia su quello dell'economia, sull'elemento acqua. 

Comacchio conserva ancora intatta la caratteristica di città lagunare, con le acque che la percorrono in lungo e in largo e per un certo tratto la cingono come un tempo, quando la si poteva raggiungere solo navigando. La città ha da sempre intessuto la sua storia con le attività legate sia all’utilizzo degli estesi specchi vallivi che la circondavano sia alle produttive saline. 

Le vicende storiche vedono la Città passare dalla Chiesa agli Estensi (1325) e da questi di nuovo alla Santa Sede nel 1598. La rinascita urbanistica della Città si deve agli interventi idrici e architettonici eseguiti nella seconda metà del ‘600 per volere della Camera Apostolica. Il ponte dei Trepponti è l’architettura simbolo della rinascita urbanistica secentesca: punto di unione fra il canale navigabile “Pallotta” e la città, da esso si distribuiscono le vie d’acqua interne per mezzo di una fitta rete di canali. Dal Trepponti, luogo privilegiato di osservazione, si scorgono in perfetta simmetria le case basse e variopinte della città che si riflettono sui canali, caratteristiche “vie d’acqua” attraversate da ponti in cotto. 

Manifattura dei Marinati

La Manifattura dei Marinati raccoglie la tradizione e la cultura di Comacchio, una città che da sempre ha uno stretto legame con le sue Valli. Nel periodo autunnale è possibile vedere l'intero ciclo di lavorazione di acciughe, acquadelle e soprattutto anguille, con la preparazione che viene fatta nella Sala Fuochi e prevede quattro fasi principali: il taglio, la spiedatura, la cottura ed il confezionamento. Nella sala superiore vengono proiettati nella sala audiovisivi, che mostrano com'era la città e il territorio circostante e raccontano la vita nelle valli del passato. Un patrimonio oramai storico è legato alle numerose "Maròte" presenti all'ingresso e all'interno nel Centro Visite, tipiche imbarcazioni vivai a fondo piatto, caratterizzate da fori e fessure sul fondo e lungo le fiancate.

La Manifattura oggi è la sede del Laboratorio del Presidio Slow Food dell’ ”Anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio”, oltre che centro visita tematico del Parco del delta del Po, per il quale il Parco ha vinto il “Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010/2011”. 

Le Valli di Comacchio

Lasciato l’abitato, le possibilità di esplorare le valli di Comacchio sono molteplici. Queste zone costituiscono infatti il più vasto complesso di zone umide salmastre dell’ Emilia Romagna.

I principali bacini sono quelli delle valli Fossa di Porto, Lido di Magnavacca, Valle Cona e bacini limitrofi, Valle Campo, Sottolido e i bacini delle Saline di Comacchio, Valle Fattibello e Spavola, Valle Capre, Valle Furlana.

A questi si aggiungono altre valli non in comunicazione con le precedenti: Valle Molino, Valle Zavelea (detta anche Oasi Fossa di Porto), Vene di Bellocchio e Sacca di Bellocchio. La vegetazione è costituita da comunità alofile e alotolleranti tipiche. La fauna vede la presenza di specie ornitiche di importanza internazionale (le grandi colonie di laridi e sternidi nidificanti nei dossi interni delle valli) e nazionale. 

Foresta allagata di Punte Alberete

Tra i luoghi più suggestivi delle Valli, la Punte Alberete si presenta come una foresta allagata di Salice, Frassino, Pioppo, Olmo, Farnia, Frangola ed Ontano, inframmezzata da ampi specchi d’acqua all’interno dei quali predominano lamineti a Ninfea bianca e Salvinia, Tifeti e Fragmiteti, Saliceti, Cariceti, Cladieti e Giuncheti.

Fra le rare piante palustri che vivono nella palude nel periodo primaverile si assistono alle spettacolari fioriture di Orchidee, Iris giallo, Giunco fiorito, Salcerella, Campanellino e Ninfea bianca.

La grande garzaia di Punte Alberete ospita inoltre l’Airone rosso, bianco e cinerino, il Nitticora, lo Sgarza ciuffetto, l’Ibis mignataio (simbolo dell’Oasi), il Marangone minore e molti altri ancora. Molto importante infine la nidificazione della Moretta tabaccata. 

Fattoria Guiccioli

La Fattoria Guiccioli rappresenta la testimonianza di un’epoca molto importante per tutti gli italiani: quella del Risorgimento, periodo in cui prevalsero gli ideali italiani e venne cosi fatta l’unificazione dello Stato.

La Fattoria Guiccioli rappresenta una delle tante tappe del condottiero italiano, Giuseppe Garibaldi, durante la sua fuga dagli austriaci, i quali lo intercettarono nel corso del viaggio da Cesenatico a Venezia.

Dopo vari spostamenti in Romagna, Garibaldi giunse ad un certo punto alla fattoria Guiccioli, dove i proprietari gli offrirono ospitalità ed alloggio, confermando le doti e generosità ospitali dei romagnoli. Da ricordare che proprio nella fattoria in questione, il 4 agosto del 1849, morì la moglie di Garibaldi, Anita.

Al piano terra della fattoria, tuttora visitabile, si possono notare vari quadri ritraenti Anita e Giuseppe. Al piano superiore invece c’è ancora il letto sopra il quale la moglie del patriota italiano perse la vita. Altri elementi interessanti da osservare sono i tanti oggetti appartenenti a quell'epoca e oggi esposti come a creare un percorso museale.

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