FORTE TRE SASSI (BL), CADUTO ALLE PRIME CANNONATE

Sulla strada che partita da Cortina d’Ampezzo scollina il Passo Falzarego per iniziare la sua discesa verso San Cassiano, al confine tra Veneto e Trentino, sorgono i resti di Forte Tre Sassi, costruito dagli austro-ungarici tra il 1897 ed il 1901 per il controllo dell'importante valico del Valparola, primo baluardo della Val Badia verso la valle del Cordevole.

Come molte delle fortezze progettate a cavallo del 19° e 20° secolo, quindi con concezioni militari ottocentesche, anche questa fu profondamente modificata pochi anni dopo l’entrata in esercizio per adattarla alle mutate esigenze militari intervenute nel frattempo.

Così, nel 1910-1911 il forte fu dotato di cannoni M 98 da 8 cm e due cannoni M 98 da 6 cm collocati in una caponiera (ossia, una specie di avamposto) blindata in acciaio, di quattro mitragliatrici blindate rivolte verso il Sief - Col di Lana e il Passo Falzàrego, oggi ottimi punti di vista verso le montagne che lo circondano, e di un osservatorio in cupola blindata sul tetto.  Il forte alloggiava una guarnigione di 110 uomini e quattro ufficiali che prestavano servizio nelle postazioni in trincea a sbarramento del passo

Il 5 luglio 1915 Forte Tre Sassi fu colpito da alcuni proiettili da 210 e 260 che ne perforarono la copertura in calcestruzzo non armato e a lesionare la struttura, che fu abbandonata. Tuttavia, pattuglie austriache continuarono a illuminare di notte il forte, in modo da indurre l’artiglieria italiana a considerarlo ancora operativo. Grazie a questo stratagemma,  si continuò a bersagliare il forte con evidente spreco di proiettili, che avrebbero potuto colpire altri obiettivi militari.

Dal settembre 2002 ospita il Museo della Prima Guerra Mondiale: è gestito dalla famiglia Lancedelli, che, recuperanti per tradizione familiare, hanno contribuito in massima parte all'allestimento del museo, frutto di 45 anni di ricerche ed ottomila giornate complessive.

Nelle stanze del forte sono raccolti, oltre alle consuete armi ed equipaggiamenti dei soldati, molti oggetti d'uso quotidiano sul fronte dolomitico, come una coloratissima raccolta di scatolette di carne e altri generi alimentari.

Pezzo forte del museo è un proiettile da 305, sezionato in tre pezzi, sparato da un mortaio Skoda posizionato in Armentarola (Val Badia) e ritrovato inesploso dai Lancedelli in zona Col dei Bois (Tofane).

Il museo del forte fa parte del più vasto museo all'aperto della Grande Guerra conprendente anche la zona del Lagazuoi e delle 5 Torri.


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