IL VERCELLESE, TRA RISO E STORIA

Tratto da: Turismo Valsesia Vercelli

Il Vercellese è una terra storicamente di riso. Vi arriva verso la metà del 15° secolo, tra scetticismo ed ostilità. Si insedia in una pianura desolata, a latitudini in precedenza ritenute impensabili per la sua coltivazione, modificando profondamente quella terra, ridisegnando terre ed orizzonti con una delle più grandi pianificazioni irrigue del mondo occidentale. 

La strada provinciale 455 Pontestura - che da Vercelli porta a Crescentino passando per Desana e Tricerro – propone l'aspetto più naif delle terre di risaia, qui punteggiate di grange, le grandi tenute agricole nate dalla bonifica dei Cistercensi, e da suggestive cascine medievali. 

Imperdibili la Veneria di Lignana (1) dove fu girato il famoso film “Riso amaro” con Solvana mangano, la Darola (2), la Colombara (3) e soprattutto Lucedio (4) e il Borgo di Leri (5), dove il Conte Camillo Benso di Cavour reinventò la risicultura. 

I Castelli della Baraggia 

La Baraggia è la zona più settentrionale della piana vercellese, un tempo brughiera selvaggia, paradiso di querce, carpini ed erba molinia alta quanto un uomo. 

Oggi, il larga parte colonizzata da nuove risaie, mantiene l'aspetto fascinoso della storia per la presenza di numerosi castelli e pievi, come si scopre percorrendo i sentieri erbosi da Lenta (6) a Rovasenda (7), da Buronzo (8) a Balocco (9)

Il Sesia racconta 

L'altra risaia è ad est, a lambire il corso del fiume Sesia. Un ambiente unico per fascino e suggestioni, con un'avifauna costituita da ibis sacri, aironi e garzette e con un Parco naturale – Le Lame del Sesia (10) bellissimo da percorrere. Da non perdere le straordinarie “tombe” (11) del Canale Cavour sotto al fiume Sesia, nelle vicinanze di Greggio. 

100 varietà di riso 

Nel Vercellese si coltivano oltre un centinaio di varietà di riso. I più noti sono il Baldo, l'Arborio, il Nuovo Maratelli ed il Sant'Andrea. 

Il Baldo è apprezzato per qualità e resa gastronomica. Ha chicchi grandi, traslucidi che tengono bene la cottura. Ricco di amido, è l'ideale per grandi risotti e cottire al forno. 

L'Arborio è un riso storico, noto in tutt'Italia. Ha i chicchi più grandi tra le varietà italiane, che cuociono in modo uniforme mantenendo al dente il nucleo centrale. È ottimo per i risotti “all'onda”. 

Il Nuovo Maratelli, anch'esso storico, è tornato in produzione dopo anni di abbandono. Di forma tonda, è adatto alla cucina “ruspante” e ai risotti freschi e aromatici. 

Tipico della Baraggia, il Sant'Andrea ha struttura compatta e chicchi semiaffusolati. Molto versatile, è indicato per minestre, risi “all'inglese”, crocchette, frittelle e torte di riso.

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