ITINERARI: DENTRO LE VISCERE DELLA MINIERA DI GAMBATESA (GENOVA)

Sta per arrivare la bella stagione ed è ora di programmare qualche “uscita” in auto, possibilmente lungo un itinerario che porti lontano dalla “pazza folla”. 

Quello che vi proponiamo inizia dall’azzurro del Mar Ligure e arriva nel verde della Val Graveglia e si conclude nelle viscere della Miniera di Gambatesa, una delle più grandi d'Italia.  Il tragitto è molto breve, una ventenina o poco più di chilometri dal casello autostradale di Lavagna (Genova), ma che merita almeno una mezza giornata d’attenzione. 

Con partenza da Lavagna, si imbocca la SP 33 in direzione Cogorno/Carasco. Si raggiunge Cogorno e vi consigliamo di seguire le indicazioni per la Basilica dei Fieschi.

Cogorno fu dominio della nobile famiglia dei Fieschi, conti di Lavagna, il cui splendore e potere si ritrova nel Complesso abbaziale di San Salvatore. 

La piazza, armoniosa e a pianta irregolare, racchiude i monumenti che vi si prospettano con la scenografica cornice di cipressi e pini marittimi e più in su il verde dei campi e delle fasce coltivate. La sua pavimentazione è costituita da un animato mosaico di pietre di fiume e di mare: un esempio classico di rissèu alla ligure costituito dai ricami di piccole pietre che fanno parte della tradizione decorativa ligure dei secoli passati. 

La basilica è uno dei più aulici esempi d'architettura romanico-gotica della Liguria. La severa monumentalità della facciata pisana è esaltata dal bicromatismo delle pietre bianche e nere. Nella parte alta, sopra il portale gotico con una leggera strombatura e una lunetta con affresco, raffigurante Cristo in croce fra la Madonna, San Giovanni, Sinibaldo e Ottobono Fieschi, si apre un raffinato e grandioso rosone di marmo.

Tutta la costruzione è dominata dalla mole della torre campanaria, a pianta quadrata, che si innesta al centro della basilica proprio all'incrocio delle tre navate. Vi sono conservati alcuni frammenti della croce alla quale fu crocefisso Gesù Cristo, chiusi in una teca di cristallo, portati qui da papa Adriano V. 

Di fronte all'abbazia sorge la Chiesa di San Salvatore il Vecchio, barocca e dall'impianto settecentesco, sorta su una precedente fondazione preesistente alla basilica. Accanto si eleva il Palazzo Comitale dei Fieschi, in stile gotico figure (1252), con paramento a fasce bicrome di marmo e ardesia, su due piani, in parte distrutto dai saraceni (1567). 

Si torna sulla SP 33, la si percorre in direzione Cogorno/Carasco fino al bivio per Ne/Val Graveglia si percorre la SP 26 seguendo le indicazioni per la Miniera di Gambatesa, dove è stato realizzato un parco-museo delle attività minerarie. 

Inizialmente vi venivano estratti solfuri misti di ferro e rame e successivamente ossidi e silicati di manganese, divenendo così in oltre un secolo di attività la maggiore area di produzione di manganese d'Italia. La Miniera di Gambatesa ha cessato l’attività – iniziata  nel Settecento anche se in una galleria presto abbandonata – il 31 dicembre 2009. 

Emozionante è la visita alle gallerie che si effettua per un chilometro con un trenino costruito appositamente, con vagoncini da miniera a quattro posti, trainati da locomotori elettrici originali.

La visita prosegue per un altro chilometro a piedi con la guida di un esperto. Suddiviso in varie tappe tematiche, il percorso a piedi permette di conoscere le tecniche di scavo e d'estrazione e le reali condizioni di lavoro.


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